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ROTARY CLUB Alassio |
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| Storia |
Alassio: un Rotary rivierasco Verso la fine degli anni Sessanta il Governatore ed i massimi esponenti del 2030° Distretto, nei chiari confini tra il Mar Ligure e le Alpi Occidentali, stabilirono che dal ceppo, già abbastanza frondoso, del Rotary nostrano potesse spuntare e vegetare un nuovo virgulto, anche per contribuire alla diffusione territoriale dei club e sviluppare l’ideale nel servire, inteso come propulsore di ogni attività, secondo gli affermati principi del vecchio Paul Harris. Si trattava di assecondare il desiderio di “distacco” e di proliferazione espresso da alcuni autorevoli soci, allora appartenenti al club di Savona, già notissimo per nobiltà di tradizioni ed una rispettabile anzianità risalente all’anno 1930. La buona idea di dare vita ad un nuovo nucleo è stata, a suo tempo, manifestata sopratutto dal Prof. Giuseppe Rinonapoli, dal Prof. Ranunzio Douglas Scotti, dal Prof. Paolo Cattaneo - operanti al grande centro ospedaliero Santa Corona, di Pietra Ligure, e dall’Avv. Cosimo Costa di Albenga. L’iniziativa venne accettata molto positivamente poiché esistevano validissime ragioni per diffondere ulteriormente l’organizzazione del Rotary in una vasta area della riviera ad ovest di Genova, tra i centri di Savona e di Imperia, ben nota per la sua densità abitativa e le sue fortune turistiche in campo nazionale ed internazionale.E così, il 20 di maggio dell’anno di grazia 1967, si giunse ad una decisione concreta e nacque e fiorì il nuovo club di Alassio - come una promessa mantenuta - raccogliendo l’adesione di altri soci, pieni di esperienze e di entusiasmo. Il tutto, naturalmente, con il benevolo “battesimo” di Savona, quando era presidente Alberto Grondona. Per celebrare l’investitura i padrini passarono le regolari consegne e donarono anche la immancabile campana, simbolo ed augurio per il futuro. Erano gli anni un poco movimentati della contestazione giovanile; si annunciavano i tempi tremendi degli attentati, delle brigate rosse, degli imprevedibili terrori domestici, ma forse anche perciò poteva valere la reazione dei buoni sentimenti; l’ancorarsi più saldamente ai valori della società; l’affermarsi delle relazioni amichevoli tra nazioni diverse (intanto si potevano già avvertire gli annunci della futura unione europea) per intrecciare conoscenze e speranze tra coloro che nel percorrere l’avventura umana, si trovavano ad esercitare le più varie attività professionali. Con le affettuose raccomandazioni dei padrini, Alassio ha avuto, da subito, la buona sorte di un ambiente favorevole, non solamente per motivi geografici e climatici. La competenza territoriale veniva definita nel tratto litoraneo tra Finale Ligure ed Andora, con i rispettivi entroterra e accessi non sempre facili per via delle stagionali affluenze turistiche, ma con medie distanze e percorrenze abbastanza rapide. Per la sua distribuzione lungo la riviera ponentina è stato necessario imporre ai soci una certa anomala mobilità, ma ugualmente tutti hanno dimostrato assiduità alle conviviali di tutti i martedì (ad eccezione dell’ultimo, teorico “caminetto” di fine mese), con orario serale, proprio per evitare che ogni socio, nella propria sede, dovesse interrompere l’orario del lavoro quotidiano. Dal 1967 possiamo parlare in prima persona. Dopo Genova, dal 1925; Savona dal 30; La Spezia dal 30; Sanremo dal 32; Rapallo dal 55; Genova Ovest dal 58; Imperia dal 58 e Genova Est dal 61, ecco Alassio, nono in ordine cronologico, tra gli altri della Liguria, con tutte le carte in regola e le prospettive di partecipare a pieno titolo alla silenziosa emulazione tra i nostri club, in nome della solidarietà umana e sociale. I soci fondatori furono 24. Il primo, indimenticabile presidente fu il Prof. Giuseppe Rinonapoli. Quale sede iniziale era stato scelto l’Hotel Mignon di Alassio; quindi l’Hotel Spiaggia; poi il Ristorante del Circolo Nautico al Porto di Alassio; poi ancora, per il semestre invernale, l’Hotel Savoia di Alassio e, per quello estivo, il Ristorante Hermitage, nei verdi confini tra Villanova e il Golf Garlenda, secondo una regola stagionale valida anche attualmente. Club contatto con i francesi di Miramas Saint Chamas, a nord della vicina Provenza, dove abbiamo scoperto e coltivato numerose amicizie. Creazione del Rotaract. Edizione settimanale di un nutrito Bollettino affidato alle cure di un altro indimenticabile amico, ancora presente, direttore, redattore, compositore, che, per lunghissimo tempo, con sollecitudine ammirevole ha messo insieme notizie, testi e commenti raccogliendo anche le “figurine” e le caricature di Beniscelli, raccolte poi (nel 1988) in un volume “Rotariani anche noi”. Le concrete attività del club di Alassio ricalcano volenterosamente quelle inventate e proposte dagli altri sodalizi della Liguria. Numerosi intermeeting regionali o ponentini; convegni di studio e di attualità e di interesse locale, partecipazione ad assemblee e riunioni distrettuali; il lavoro delle diverse commissioni; conferenze in sede, alle nostre riunioni, di illustri personalità ed esperti in campo medico, scientifico, letterario, storico o giornalistico; gare sportive; accoglienza agli ospiti stranieri (in passato, talvolta, erano tanto numerosi da superare il numero dei nostri); celebrazioni di eventi e di date di rilievo, organizzate in modo estemporaneo, secondo il clima “alassino”, cioè di una consorteria un poco provinciale e chiacchIerona e domestica, che però ha sempre voluto considerare veramente essenziali i valori dell’amicizia. Poi ci sono state e ci sono le iniziative culturali o benefiche, quali borse di studio destinate a studenti meritevoli; acquisti di apparecchiature mediche; restauro di opere d’arte (persino la riparazione di un gozzo, un poco malandato, per venire incontro ai bisogni di un vecchio pescatore alassino); viaggi d’istruzione come quelli compiuti a Strasburgo o a Malta; scambi di visite con giovani di altre nazioni. La piccola storia continua. Il club padrino di Savona ha preparato i festeggiamenti e le manifestazioni per solennizzare il settantesimo della sua fondazione. La campana che a suo tempo ci ha affidato ha un suono più gioioso, perché è come il battito del nostro cuore. Oggi, per Alassio, è custode il notaio Angelo Navone, presidente, e, con lui, possiamo riconfermare la fedeltà agli ideali del Rotary, quale istituzione di servizio. Anche noi, con lui, possiamo ancora spendere molte parole di bene e lavorare, ognuno nel suo pezzetto di vita, perché il mondo possa essere leggermente migliore. Giannetto Beniscelli |
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